
| Fondata dai Romani nel
218 a.C quale baluardo di confine sul Po contro le invasioni galliche, le
fu per la prima volta dato il nome di "Placentia". Saccheggiata,
e in parte distrutta durante la prima guerra Punica, riacquistò importanza
con la costruzione della Via Emilia. All'epoca di Augusto, Piacenza, insieme a Cremona, è la città più celebre dei dintorni del Po, come afferma Strabone; Cornelio Tacito la qualifica come "colonia potente per forze e ricchezze"; Procopio la chiama "Urbs Aemiliae Princeps", ossia prima città dell'Emilia. All'inizio del IV secolo, con la figura di Antonino, appare per la prima volta a Piacenza il Cristianesimo. Antonino era un centurione romano della legione Tebea, martire durante la persecuzione di Diocleziano; decapitato presso il Tempio di Minerva Medica a Travo, il suo corpo fu sepolto nell'antica chiesetta di S. Maria di Cortina, a ovest della prima cattedrale dedicata appunto a S. Antonino e prima ancora a S. Vittore, primo vescovo della città. Sede di un ducato longobardo, Piacenza sviluppa i suoi destini con i Franchi. Organizzata nel sistema feudale, nell'885 si innalza nella città la nuova cattedrale dedicata a S. Savino. Un secolo più tardi, attorno al Mille, mentre si afferma l'Impero Romano- Germanico, si hanno i vescovi-conti; quindi sorgono le nuove classi sociali: cittadini e feudatari ruraliche si uniscono nel governo della città. Sulle montagne dominano i Malaspina e in pianura i Pallavicino; si rompe il sistema curtense , chiusoe barbarico. Fiere e mercati aprono nuove possibilità commerciali a Piacenza. Viene innalzato dall'Imperatrice Angilberga il Monastero di S. Sisto; nel 1095 Papa Urbano II lancia la prima crociata per liberare la Terra Santa e vi partecipa anche vescovo Aldo il quale, nel 1122, da inizio alla costruzione dell'attuale Duomo. Nel XII e XIII secolo Piacenza è in piena espansione; occupa la campagna, obbliga Bobbio a giurare fedeltà al Comune, e domina un territorio che dall'oltrepò lombardo arriva al crinale appenninico. A farne le spese sono i feudatari arroccati nei castelli e monasteri, tanto che anche i Malaspina sono costretti ad abdicare e a giurare la sottomissione. Nel 1254 viene creata un'area monetaria comune comprendente numerose città della Padania con l'emissione di una moneta d'argento: il "Grosso". Guelfi e ghibellini si alternano nella lotta tra papato e impero. Precedentemente, Piacenza aderisce alla Lega Lombardia e nel 1 176 partecipa alla battaglia di Legnano. Nel XII secolo si affermano Uberto Pallavicino e Umbertino Landi, signore della montagna e promotore della costruzione di S. Francesco. Un piacentino diventa Papa Gregorio X e Alberto Scoto si afferma signore della città e nel 1281 costruisce il Palazzo Comunale del Gotico. Nel 1313 è però sconfitto dai Visconti e pertanto Piacenza, con le principali città della Padania, fa parte dello Stato Visconteo. Il duca Gian Galeazzo nel 1391 riforma lo statuto della città trasferendo a Piacenza l'Università di Pavia. Succedono al dominio della città gli Sforza, Luigi XII re di Francia, Papa Leone X. Su una moneta piacentina del 1500 è impresso il motto "Placentia floret: il lavoro dei campi fa fiorire la città. Sono ricostruite le mura e nel 1545 Papa Paolo III erige il Ducato Farnesiano e primo duca è il figlio Pier Luigi che dopo due soli anni di governo, una congiura di nobili lo fa assassinare a pugnalate. In seguito altri sette duchi di casa Famese governano Piacenza e Parma, fino al 1731. Spiccano Ottavio che trasferisce la capitale a Parma, acquista Borgotaro e lo Stato Pallavicino lungo il Po, rinnova i catasti ed introduce l'industria del velluto e della seta; Alessandro che riconquista le Fiandre partecipando nel 1571 alla battaglia di Lepanto; Ranuccio I che promulga le costituzioni e nomina il governatore. Con Odoardo seimila piacentini muoiono di fame e tredicimila di peste su trentamila abitanti; spadroneggiano i francesi e avvengono scorrerie di banditi. Nel 1682 Ranuccio II compera dai Doria il feudo di Bardi e Compiano. Il cardinale Giulio Alberoni favorisce le nozze di Elisabetta Farnese con Filippo V di Spagna e diventa primo ministro spagnolo. Dal 1732 al 1859 regnao i Borboni, con Don Carlo figlio di Elisabetta, poi Filippo e Don Ferdinando. Nel 1802 la città viene annessa all'impero francese di Napoleone che rende obbligatoria la coscrizione militare ed invia giovani in divisa francese a combattere la battaglia di Spagna, Germania e Russia. Nel 1816 la duchessa Maria Luigia d'Austria inaugura il suo regno illuminato da opere urbanistiche, culturali ed artistiche. Con il Plebiscito del maggio 1848, Piacenza si unisce al Regno Piemontese divenendo Primogenita d'Italia. Durante la seconda metà del secolo XIX e nella prima del XX Piacenza vive un notevole sviluppo economico grazie a varie iniziative imprenditoriali che permisero la nascita di nuovi laboratori, fabbriche, imprese commericali e sempre più moderne aziende agricole. Ciò non ha tuttavia stravolto le caratteristiche dell'ambiente piacentino e dei suoi abitanti: la pianura ed i più grandi centri urbani hanno conservato il proprio operoso panorama, mentre la collina e la montagna non hanno perso quegli aspetti naturali ed ambientali che fanno del piacentino una delle zone appenniniche più apprezzate e frequentate. |